Un indirizzo veneziano è composto dal sestiere e dal numero civico – per esempio “Castello 3456” – senza il nome della via, perché ognuno dei sei sestieri numera tutti i suoi edifici in un’unica serie che arriva a migliaia; per trovare la porta serve anche il nome della calle, che si legge sui cartelli dipinti chiamati nizioleti. Ecco un piccolo glossario delle parole che incontrerete nella vostra prima passeggiata a Venezia.
Come funziona la numerazione civica a Venezia?
L’attuale numerazione risale al periodo austriaco, nell’Ottocento. Invece di numerare ogni strada, assegna a ciascun sestiere una sola sequenza: parte da 1 a un’estremità e prosegue, calle dopo calle, fino al numero più alto all’estremità opposta. A San Marco la serie si chiude al 5562, a Castello supera ampiamente il 6000. Le porte vicine di solito si susseguono, ma il civico successivo può trovarsi dietro l’angolo o al di là di un rio.
Sestiere e numero bastano al postino, non a chi visita. Quando ricevete l’indirizzo di un appartamento, di un punto d’incontro o di un ufficio, chiedete anche il nome della calle o del campo e la fermata del vaporetto più vicina, e salvate la posizione su una mappa prima di arrivare.
Cosa significano calle, campo, fondamenta e rio?
- Calle: la strada comune tra due file di case, larga da meno di un metro a diversi metri; la calle larga è più ampia.
- Ramo: una breve calle laterale, spesso cieca, che dà accesso alle case che vi si affacciano.
- Salizada: una via principale, tra le prime a essere pavimentate, in mattoni, alla fine del Trecento.
- Ruga: nome antico di lunghe calli un tempo fiancheggiate da botteghe.
- Fondamenta: la strada che costeggia un rio.
- Rio: il nome usuale dei canali; solo i corsi d’acqua più grandi, come il Canal Grande e il Canale della Giudecca, si chiamano canal.
- Rio terà: una strada ottenuta interrando un rio, pratica frequente nell’Ottocento; il Rio terà San Vio, a Dorsoduro, esisteva già prima del 1408.
- Sotoportego: un passaggio coperto che corre sotto un edificio.
- Campo e campiello: le piazze veneziane, grandi e piccole; l’unica chiamata piazza è Piazza San Marco.
Come si leggono i nizioleti?
I nizioleti, “lenzuolini” in veneziano, sono i rettangoli bianchi dipinti sui muri, con il nome del luogo scritto in nero. Usano la grafia veneziana: leggerete sotoportego e non sottoportico. I nomi delle strade furono fissati solo alla fine del Settecento, e nomi e numeri vennero scritti con chiarezza sui muri nell’Ottocento. Molti ricordano un mestiere, come Calle dei Fabbri, una comunità straniera, come Calle dei Albanesi, o una chiesa, come Campo San Polo. Lo stesso nome può ripetersi in più sestieri: controllate sempre entrambi.
Come imparare a orientarsi da soli?
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